Con messaggio inaugurale
del Ministro Plenipotenziario della
Repubblica di San Marino presso le Nazioni Unite a New York
e base musicale composta da Antonio Nijen Coatti

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Perché Babele?

Babele, nel significato pittorico di reciproche influenze, è per esprimere un intreccio culturale vissuto dalla mentalità di una "straniera" a Rimini, frutto delle differenze di due mentalità, quella viennese e quell'italiana.
Babele ... è un tema antico (ed in arti figurative basta pensare alle rappresentazioni di Gustave Doré e Pieter Bruegel il Vecchio che tutti conosciamo), è un tema che costituisce l’allegoria del trauma umano di non poter parlare con altrui per via delle lingue diverse.
Per quanto riguarda le lingue, gli indiani kaska del Nord America dicono che fu un vento impetuoso a diffondere le barche degli indigeni, e quando loro si ritrovarono, parlarono diverse lingue, mentre gli aborigeni del Centro America parlano di una grande torre (zaculli o zacualli, che significa torre altissima), che potrebbe essere paragonata alla nostra torre di Babele (dalla parola accadica (assiro-babilonese) bavel – la porta di dio), il mito hindu dice che nel centro della terra nacque l'albero del mondo per dare ombra a tutti, ma Brahma tagliò i suoi rami e li scagliò per terra, dove misero germogli come alberi 'wata', per far prevalere le differenze di fede, di lingua e di usanze. La nostra tradizione invece vuole che ci fu un gran diluvio a coprire la terra (e del grande diluvio si parla già nella mitologia greca, ma anche nella saga epica babilonese di Gilgamesh), e quando le acque scomparvero gli uomini si radunarono nella pianura tra i fiumi Tigri ed Eufrate, nella Mesopotamia, vicino a dove oggi sorge Baghdad. Gli uomini decisero di riunire le loro forze per costruire una città con una torre alta fino al cielo … come simbolo della loro riunione ed onnipotenza. Si tratta della nostra torre di Babele (storicamente accertata come zikkurat ca. 6. AC - 4. AC, distrutta dal re persiano Serse), che in ebreo significa proprio confusione. E Dio – cosi si racconta - la vide e pose fine alla prepotenza dell’umanità spargendo parole diverse e quindi le incomprensioni tra gli uomini, disseminando gli stessi per il mondo e costringendoli al nomadismo. Ma chi fu veramente a contrastare la vanità degli uomini? Una tempesta, un fulmine, Dio? Comunque una forza maggiore…
Si tratta di un atto punitivo o di arricchimento? Una forza superiore mostra all’uomo uno dei suoi maggiori difetti, quello di volersi credere onnipotente, onnisciente, quello della sua vanità... Ma non rimaniamo troppo rigidi nei nostri pensieri e convenzioni? E cosa sappiamo, se vediamo solo il nostro orizzonte?
Non è bella la diversità? Una saggezza maggiore dissemina, ma allo stesso tempo semina... Il vento di Dio … confonde, ma dalla confusione non nasce la più bella fusione?
È se non sono parole possono essere lampi, cariche d'attrito positivo di energia che esplode e si "traduce" in lampi di colore, quadri, sculture, riflessi e riflessioni, che nascono da una Babele della mente per fuoriuscire in forme che attingono dal subconscio, esprimendosi in una ricerca che vuole andare al di là delle parole - il vento, la tempesta che confonde, fonde e diffonde, dissemina e semina, idee, visioni, rivisitazioni, emozioni, passioni ed identità.
Ilse Sanftl, aprile 2007

Uguaglianza e diversità
Uguaglianza significa pari opportunità fra i sessi; significa porre fine alla violenza contro la donna e la bambina; significa porre fine alla pratica tradizionale delle mutilazioni genitali femminili, o alla pratica dei matrimoni forzati di ragazze minorenni, o ancora ai crimini d'onore in cui le donne vengono punite o assassinate dalle proprie famiglie per mantenerne il "buon" nome e i responsabili non vengono condannati. 
Uguaglianza significa ricevere la stessa educazione, la stessa remunerazione per il lavoro compiuto ed avere tutte le strade aperte nella vita professionale.  Uguaglianza significa mancanza di discriminazione.
Uguaglianza fra i popoli significa che tutti gli esseri umani sono uguali, con lo stesso valore anche se con valori diversi, con la stessa dignità, con gli stessi diritti universali.  Uguaglianza significa tolleranza e rispetto per gli altri. Tutti siamo uguali e tutti siamo diversi.
Diversità significa qualità, individualità; significa rispetto per gli altri. Diversità significa ricchezza di culture, di civiltà, di patrimonio artistico.  Senza diversità non esiste espressione artistica.  La diversità è l'elemento fondamentale dell'umanità.
Elena Molaroni
Ministro Plenipotenziario
Rappresentante Permanente Aggiunto
della Repubblica di San Marino presso le Nazioni Unite a New York

Per la concessione della base musicale, composta da Antonio Coatti,
si ringrazia il gruppo

Shellvibes
Antonio Nijen Coatti - conchiglie, trombone
Riccardo Pittau - conchiglie, tromba
Massimo Semprini - conchiglie, sax soprano
Emanuela Di Cretico - conchiglie, flauto dolce
Vincenzo Vasi - vibrafono
Luigi Lullo Mosso, contrabbasso

Per la collaborazione al messaggio audio si ringraziano:
Gabriele Silvagni (Italia) - Kyoko Miyagoshi (Giappone) Harri Pankka (Finlandia) - Lena (Moldavia) - Fifinia (Serbia) - Carlino (Telefono) - Ben (Beagle) - Eva Pais Ungheria) - Coro Cacofonico (Svizzera) - Adriano (Albania) - Darya Tsaptsyna (Russia) - Maestro Kokklu (Turchia) - Sibilla (Cina) - Margherita (Romagna) - Dipl.Ing. Sanftl (Austria) - Coro Joventu de Malaga (Spagna) - Vicino di casa (Lampedusa) - Tuono e Vento (Madre Natura)